Schivare i mostri per vivere meglio

Definisci mostro interiore: parte irrisolta di ciascuno che normalmente dorme nell’inconscio, ma può essere portata alla scoperto da una situazione di vita che lo richiama (in genere lo stesso tipo di dolore che lo ha creato) e impossessarsi della persona fino a far sembrare che non è più lei.

Suona al campanello del mio ufficio un fornitore, lo faccio entrare, ma capisco subito che non è da solo. In quel momento è abitato dal suo mostro interiore. Si vede dai lineamenti diversi del viso, dall’atteggiamento aggressivo e dirompente in una persona solitamente mite, dal tono di voce che non sembra il suo, dallo sguardo iniettato di sangue. Trema. Ce l’ha apertamente con un mio collega che per fortuna non è presente in quel momento, perché il mostro è venuto per passare alle mani.

Mi ricordo dell’insegnamento della mia guida: con il mostro non puoi parlare, non lo puoi convincere di nulla, non entrare nella discussione: quando c’è un mostro che abita una persona fai di tutto per schivarlo, altrimenti rischi di farti male.

Guardo la persona che ho davanti, che ha cambiato i connotati fisici a causa di ciò che lo abita. Lo assecondo. So che non ha ragione, ma io non devo interloquire con il mostro, altrimenti mi faccio male. Lo tranquillizzo, lo faccio sentire compreso, spiego che in quel momento il mio collega non c’è, ma sicuramente avranno modo di chiarirsi perché riferirò subito dell’accaduto. Faccio il gioco del mostro.

E quella persona piano piano si calma, ricomincia a respirare e a riprendere quasi il suo colorito abituale. Il mostro piano piano lo lascia al suo se stesso “normale”. Prima di andare inizia a giustificarsi razionalmente, capisco che sta tornando in sé. Mi dice che di solito lui non è così, ma questa situazione lo ha proprio mandato fuori di sé.

Esatto. Mai parole sono state più azzeccate, il mostro è emerso alla sua coscienza e si è impossessato di lui, lo ha letteralmente mandato fuori da sé perché ha preso il suo posto.

Lo saluto e continuo a rassicurarlo mentre lo accompagno al cancello.

Respiro anch’io. Sono andati, il mio fornitore e il suo mostro interiore.

Perché scrivo di mostri interiori e di come trattarli? Perché l’insegnamento che ho ricevuto mi ha permesso di superare una situazione difficile senza perdere tutta la mia energia in un litigio dalle imprevedibili conseguenze. Ma anzi di ricondizionare la situazione alla normalità, soltanto con un certo sforzo di presenza interiore e utilizzando il giusto suggerimento.

E perché mi dispiace che l’ignoranza di alcuni insegnamenti segni le vite di molte persone, come una coppia di dirimpettai che hanno ingaggiato una lotta verbale all’ultimo urlo soltanto perché lei ha cercato di dare al mostro che abitava suo marito il consiglio più razionale nel momento più sbagliato.

Il mostro non vuole sentire le ragioni di nessuno. Va schivato.

Una volta che il mostro è rientrato nel serbatoio dell’inconscio, allora avrete di nuovo di fronte la persona che conoscete. E allora potrete interloquire come siete soliti fare.

Quella persona ha delle ferite nascoste piuttosto cariche di emozioni negative. Tenetelo comunque presente in caso di legame molto stretto.

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