Un’ora d’aria anche per noi

Quanto tempo passiamo a impersonare i nostri ruoli in giro per il mondo e quanto tempo riposiamo invece in ciò che siamo realmente.

Se per un attimo pensiamo ai nostri momenti migliori, a quando torniamo rilassati e divertiti dalla nostra vacanza perfetta. Credo che tutti abbiamo avuto almeno un momento simile nella vita. E a come siamo sereni, disponibili con gli altri, capaci di tirare fuori anche la nostra tenerezza e i lati migliori di noi.
Ma quanto lasciamo durare questo idillio?

E in cosa ci trasformiamo poi, ad una settimana appena dal rientro?

Nervi a fior di pelle, facce cupe e serie, pronti a digrignare i denti e ad azzannare alla prima telefonata al lavoro che ci crea anche il più piccolo problema.

Cosa conosce il mondo di noi? Cosa gli lasciamo vedere?

Forse il mondo conosce solo la corazza? Ma sotto la corazza c’è davvero ancora qualcosa di diverso o è solo quello che ci piace pensare, che ci fa comodo raccontarci, che fuori c’è la corazza ma dentro il nostro cuore è totalmente diverso..

Mi capita a volte di percepire “il cosa c’è sotto”. A volte è proprio una bella esperienza, di scoperta di qualità, di sensibilità, di sostanze leggere ma con grande valore. E mi chiedo perché giacciano lì sotto, sepolte sotto a strati di durezza e lotta per la sopravvivenza. Mi chiedo come sarebbe il mondo se tutti riuscissimo a portare fuori a respirare quelle parti di noi in cui custodiamo la bellezza, la dolcezza, la poesia.

Come sarebbe il mondo se la bellezza e la poesia scorressero da noi e fuori di noi come comunemente scorgano la durezza e la difesa della posizione.

Quanto saremmo belli a guardarci da fuori. Quanto meno faticoso sarebbe vivere ogni giorno.

Magari potremmo aprire delle stanze, dei corridoi umanitari per far passare la nostra umanità che teniamo segregata sottochiave. Magari un’ora al giorno la potremmo dedicare ad aprire i cancelli della nostra corazza. La potremmo decidere noi. E poi a chi tocca di passarvi sarà baciato dalla fortuna di poter ascoltare la nostra musica interiore e magari si convincerà a sua volta a tirare fuori anche un po’ della sua rima baciata..

A chi non tocca la nostra ora di libertà, beh, sarà magari più fortunato al prossimo giro.. tanto ormai la corazza la conosce bene e ne ha creata una tosta anche lei/lui per starci vicino.

Chi sarà il primo a togliere la corazza?

Chi sarà il pazzo che lascerà passare la poesia nella sua vita quotidiana come regalo per se stesso e per la vita?

“Arditi son coloro che osano e nell’osare riposa la singolar grandezza del lor solitario cuore.” (cit. C.A.)