Se fossi una pittrice saprei rispondere senza pensare: al mondo lascerei i miei quadri. Se fossi una ballerina, anche qui, domanda semplice: la mia danza, o le sue riprese video. Se fossi una cantante? Ancora banale: le mie canzoni.
Ma se io fossi pastore, che opera d’arte potrei mai lasciare al mondo? Qui le cose si complicano un pochino.
Se io fossi un’impiegata, una madre, una moglie, senza troppe doti artistiche, allora, come farei a lasciare un’opera d’arte a questo mondo.
La sfida più grande forse sta proprio qui: fare della propria vita un’opera d’arte che possa essere ricordata e percepita come tale. Oppure, da pastore con le mie pecore, creare un’opera per il bene di tutti. Meraviglia delle meraviglie.

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Sei il benvenuto, chiamami per nome, che qui, chiamiamo per nome e diamo del tu anche a Dio. Mio padre mi voleva pastore e ho passato la mia adolescenza tra pecore e cani e un solo libro. Scolpivo alabastri di notte,in una stalla accanto a quella dove riposavano altri pastori che sempre mi urlarono,tra le bestemmie, di andare a dormire . Scolpivo al lume di una fiaccola (un pezzo di stoffa immersa nella nafta ) e quando le mie narici si riempivano di polvere e di fumo uscivo fuori a respirare sotto le stelle . Una notte chiesi al cielo di farmi incontentabile – mai sazio della mia arte – e sono stato ascoltato. In tanti mi chiedete come è nata l’idea per il teatro … è scritto che “ lo Spirito, come il vento, soffia dove vuole” e ha soffiato qui,dove alla fine degli anni settanta, portavo a pascere le pecore, che stranamente,come prese da incantamento, restavano a ruminare ferme come sassi. Allora ho intuito che da questo luogo fluisce energia positiva,così nei primi anni novanta alzai le prime pietre -non sarei stato più solo – In quel tempo ho saputo che la Galassia M31 della Costellazione di Andromeda entrerà in collisione con la nostra Galassia tra circa due miliardi e mezzo di anni , pensai allora di dare forma a una cavea con 108 pietre ricalcando la mappa delle 108 stelle della Costellazione di Andromeda … Vedi ? E’ una storia semplice.
Lorenzo Reina, fattoria dell’arte, ottobre 2019.
Vedi? E’ una storia semplice fare un’opera d’arte della propria vita.
Basta solo accordarsi con lo Spirito che sempre suggerisce al nostro orecchio interiore quale strada prendere, quale azione compiere, quale sasso usare per creare un capolavoro.
Così, nel modo più semplice, lì dove ci troviamo è il posto giusto per iniziare a creare la nostra poesia, la nostra danza, il nostro canto, a costruire il nostro teatro.
Affinché la vita e tutti quelli che la vedranno ne saranno arricchiti, ne avranno goduto, avranno sperimentato un’emozione di un sapore un pochino più raffinato di quelle che solitamente provano.
E magari qualcuno avrà pure sognato, gli avremo ispirato di crearlo a sua volta il suo teatro, la sua poesia e la sua arte. Gli avremo fatto conoscere una parte di noi e lui o lei, che si troveranno a passare di lì, avranno creduto di poterlo fare anche loro.
E allora il mondo a poco a poco si sarà arricchito, della bellezza che avremo creato e di quella che avremo ispirato.
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