Panorami interiori #3 di Emily Mignanelli
“ciao sono io”
“io chi?”
“il tuo corpo, un ammasso di particelle prese in prestito dall’infinito”
“wow, ma tu puoi staccarti da me?!”
“certo, credi davvero che io e te siamo una sola cosa?”
“Sì, bhè no, forse non lo so più a questo punto. Ma se io e te non siamo la stessa cosa, cos’è che vuoi da me?”
“Volevo solo ricordarti”
“Ricordarmi cosa?”
“Di non confondere mai il guscio con l’uovo, la buccia col succo, l’ostrica con la perla e la tua vita con il suo scopo”
“Così mi confondi, prova a spiegarti meglio”
“Non temere la morte, la mia morte intendo, quella del corpo e vivrai per sempre. Dissemina ciò per cui sei nata attorno a te, feconda il mondo circostante, estendi la tua mente e usami, per creare, condividere”
“Sì bellissimo, ma esattamente per cosa sarei nata?”
“Per conservare la vita, per proteggerla, per non ridurla ad un aggettivo possessivo. Questo significa uscire da te, da questo confine che rappresento e collegare la tua esistenza alle altre, così troverai il tuo centro e la tua quiete. Siete una sola vita voi creature, noi serviamo solo a dare forma.”
“E se me lo dimenticassi?”
“Non potrai”
“Ah no?”
“No, perchè ogni volta che ti allontanerai dal centro io suonerò come un allarme, ti lancerò messaggi, segnali. Quando ti perdi riparti sempre da me e non sbaglierai mai”
“E se non riuscissi a sentire, a comprendere quello che mi stai dicendo?”
“Lo rispetterò e nessuno te ne farà una colpa. I tempi dell’anima potrebbero essere più lunghi rispetto a quelli del mio noleggio. La vita che ora rappresenti prenderà altre forme, lascerai eredità ovunque, quei semi di cui ti parlavo e arriverà, il momento in cui riuscirai ad ascoltare, a sentire, a percepire questa unione. Non temere mai la morte, nessuno muore, ma ognuno si trasforma”
“Però noi temiamo la morte”
“Certo, perchè vi fidate solo di quel che è tangibile”
“Bhè, non è vero, in moltissimi credono nei folletti, nelle sirene e nelle Madonne. Queste non sono tangibili”
“Certo, perchè siete spaventati e allora quando percepite che qualcosa sfugge alla vostra comprensione ci costruite sopra un’ideologia”
“Sì, in effetti. Ma quindi, come si può stare in equilibrio tra bisogno di sostanza e tendenza alla fantasia?”
“Fidati solo di ciò che senti e senti solo ciò che tocca assieme corpo e anima. Abbatti i giudizi, sradica le abitudini, divella gli stereotipi, spezza i copioni, strappa i ruoli che ti impongono, ascolta tutti e non sposare nessuna ideologia, allenati a sostenere una teoria e poi la sua contraria, crea il tuo codice etico e cucilo nel petto, blocca il tuo corpo, blocca me e lascia che la porzione di vita assegnatati faccia il suo corso”
“Ma io ho paura”
“La paura è la tua bussola, non lasciarla mai”
“Proverò”
“Riuscirai”
“Il mio corpo è il guscio
una conchiglia a noleggio.
Il mio corpo parla molto più di chi mi ha preceduto
che di me.
E questo mi aiuta,
a non dimenticare mai
che la vita non va trattenuta
ma lasciata scivolare.
Tra dita e capelli,
e lungo i segni del mio volto,
si incastra nei denti
e si nasconde nel mio ombelico.
Mi è data in prestito
assieme a questo corpo.
Un giorno e per sempre
ricorderò
intanto proteggo,
tutelo,
osservo stupita, incredula e affascinata
tocco,
sfioro,
incrocio,
stendo
e invecchio.”
Per gentile concessione di Emily Mignanelli.
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