Il sogno come campo di lavoro interiore?

La veglia e il sonno come campi di lavoro per acquisire qualità che servono all’Anima.

Ero appena uscita da un sogno notturno in cui intessevo rapporti di collaborazione con uno dei capi dell’azienda per cui lavoro. Creavamo connessioni, davamo logicità ai processi per giungere a risultati migliori. E appena fuori dal sogno ecco un suggerimento, uno spunto di riflessione: così nel sogno come nella veglia stai sviluppando la capacità di creare e governare sistemi complessi, perché questo è ciò che farai.

Ed effettivamente, vista da questa angolazione, la mia professione mi manifesta proprio l’affrontare ogni giorno il sistema complesso rappresentato dall’azienda per cui lavoro, studiando strategie logiche, relazionali, comunicative e di leadership per far sì che esso funzioni al meglio e, finalmente, produca risultati.

Così scoppio a ridere di fronte alla mia colazione, poco dopo quel sogno e quel messaggio. Di fronte alla buffa realtà che il sogno e la veglia altro non sono che differenti campi d’azione per sviluppare qualità necessarie non a noi, che nulla siamo se non personaggi in prestito, ma a qualcos’altro.  Che attraverso di noi studia, con ripetizioni, errori, vittorie, sconfitte, di giorno in giorno, di anno in anno, finché la pratica non crea la qualità interiore sottesa.

Torno alla colazione. Buffa storia la nostra, mi dico. Come personaggi di videogiochi presi in prestito per sviluppare qualità a partire dall’esperienza. Marchingegno fantasioso ma geniale. Complimenti allo sviluppatore 🙂

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Foto di Gorekun