Piccola guida per i momenti tristi.

E se ci fosse qualcosa in più di ciò che vedi? E se tu stesso fossi qualcosa di profondamente diverso da ciò che sei abituato a considerare come “te”?

Ultimamente mi capita spesso di guardare a tutto ciò che definisco “io” e scoprirmi a pensare che tutta questa roba in realtà non sono proprio “io”.

E lo stesso potrebbe capitare a te. Potresti sentire di voler fare spazio a qualcosa di inconcepibile dalle nostre comuni categorie mentali. Qualcosa che ti abita e che non può indossare altro che i tuoi veicoli per muoversi in questo mondo, a patto che tu decida di prestarglieli.

E ti assicuro che non si tratta di una scelta troppo facile. Quando inizi a prestare i veicoli accadono eventi piuttosto strani, puoi trovarti vicino a santi così come puoi scatenare l’ira di mostri funesti, che le tue ombre più grandi al cospetto sembrano sassolini di fronte a massi pesantissimi.

A volte non va come credevi che sarebbe andata. Hai pensato magari di prestare i veicoli per un’Opera superiore, ma la realtà non ti rimanda il risultato che speravi.

Questi momenti difficili sono quelli che ti serviranno da grande. La verità è che non puoi sapere a che serviranno i tuoi veicoli una volta che li presti. Devi limitarti a seguire la strada e vedere dove porta. A volte va in posti in cui ti è difficile entrare, altre volte ti spalanca portoni su distese piene di sole. Ma ciò che conta è il non aver fatto mancare il tuo passo, la spinta delle tue gambe, la fatica delle tue braccia e il sudore della fronte, persino il succo delle tue meningi.

A volte bisogna accettare la sconfitta e farsi da parte, per un po’, aspettando di vedere nuovamente le tracce , prima di rimettersi in cammino. A volte fa freddo. A volte c’è un grande Sole.

Nei momenti di freddo consiglio una coperta calda, un peluche da stringere al petto, vecchie babbucce larghe e tanti fazzoletti per piangere. Fanno compagnia e tengono caldi. Bisogna pur sopravvivere alle gelate.

 

Raccontami, o caldo inverno, come puoi morire con me sposa al tuo fianco.
Raggela o terra, senza numi la tua fronda  si spande.
Senza odori di passiflora, al verde bosco del ghiaccio neve.

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