Ecco. Sono vicino a te sul lettone. Giochiamo, tu giochi a farmi ridere, che forse è il gioco che ami di più, che ti fa sentire bene. Poi io smetto di ridere e inizio a guardarti, senza veli, senza forzature. E tu mi chiedi perché.
“Non ti faccio più ridere, mamma?”
“Ho voglia di guardarti ora e non ho voglia di ridere. Lo so che a te piace farmi ridere. Ma adesso ho voglia solo di osservarti” per ciò che sei realmente non per quello che cerchi di farmi vedere, figlia mia.
“Perché mamma? Dai ridi”non lasciarmi così, non so cosa fare, tu non ridi più.
Mi guardi negli occhi, mi osservi. Poi tutto d’un fiato sputi fuori il tormento che ti porti dentro.
“Mamma, io ho tanta paura di diventare un mostro dagli occhi”
“Ah, ho capito. Perché credi che dagli occhi possono uscire dei mostri?”
“Certe volte tu e papà dagli occhi diventate mostri, e io ho tanta paura di diventare mostro”
“Hai ragione, certe volte diventiamo mostri dagli occhi” Dolore atroce, un miliardo di sensazioni condensate nel petto, tutto a un tratto ho davanti agli occhi me bambina e mi ricordo di aver pensato la stessa cosa. Di qualcun altro. Prendo un respiro..trattengo.. “Sai, vorrei tanto essere sempre buona con te, ma non ci riesco e qualche volta sono cattiva, anche con te”
Mi accarezza la testa, mi consola “Non ti preoccupare, mamma”.
“Non sono preoccupata, amore, ma ti sto dicendo la verità. Certe volte non sono stata buona come avrei voluto, ho urlato e non ti ho ascoltato e, sì, sono diventata un mostro dagli occhi”
Mi ascolti, comprendi che sto ammettendo i miei errori. Mi guardi. Stavolta sei tu ad osservarmi. “Io ho paura che anche dai miei occhi uscirà un mostro e io non voglio”
“Neanche io volevo quando ero bambina come te, poi… è capitato. Ma sto facendo di tutto per migliorare..”
“Non so se ho fatto bene a dirti questa cosa, mamma”
“Hai fatto la cosa migliore che potessi fare” respiro, lascio scendere il dolore e insieme la gratitudine di aver ricevuto un dono così grande, una verità così semplice, così diretta. “Io non credo che tu diventerai mai un mostro, sai. Basta solo che ti ricordi di questo” So che te ne ricorderai perché anch’io ora ricordo, grazie a te. Ricordo di quella promessa che feci a me stessa, che non sarei mai diventata uno di quei mostri che vedevo intorno a me, ciondolanti a sopravvivere al proprio inferno e con la presunzione di poter persino dire agli altri qualcosa sull’amore, sull’educazione, sul rispetto. Loro che di rispetto per me non ne avevano neanche un briciolo, né un briciolo di amore per se stessi. Ricordo di quella promessa: non sarò mai una di loro. E stasera mi trovo esattamente a guardarmi con i tuoi occhi e a rivedere ciò che vidi allora.
“Neanche io credo che diventerò un mostro. Adesso vorrei dormire”
“Buona notte”
