Grazie per essere sul mio cammino. Per aver percorso insieme una parte di strada, per avermi mostrato con semplicità come facevi tu a camminare su un percorso impervio e semplicemente, talvolta tendendomi la mano, talvolta soltanto rivolgendomi uno sguardo comprensivo, mi hai aiutato a salire.
A credere che pur essendo uomini noi possiamo ambire ad ascendere. A salire in alto. Grazie perché hai incarnato una via percorribile, perché già percorsa da te, per dare a quel desiderio di infinito una possibilità concreta di realizzazione, non domani, non forse, non chissà quando, ma oggi, in ogni istante, con la mia volontà e con ogni più piccolo sforzo con il quale rubo spazio alla mia incredibile e invincibile normalità.
Eppure sei un uomo anche tu, come ci hai ricordato alla chiusura del nostro straordinario lavoro insieme. Sei un essere umano in carne ed ossa, la cui Anima ha gridato più forte e prima della nostra per essere ascoltata e onorata. Proprio per questo io ti ringrazio. Perché il tuo essere uomo mi dà la fiducia incondizionata che quando sognavo la Vetta in fondo non stavo “solo sognando”, ma stavo ascoltando un desiderio realizzabile. Proveniva da una voce lontana, ma era pur sempre la voce più reale che io abbia mai potuto ascoltare in tutta la mia vita.
Grazie per essere stato al mio fianco e per aver reso la tua vita una vita degna di essere vissuta. Solo così potevi convincermi che anch’io avrei potuto e dovuto crearla, la mia vita più degna, la mia Vita vera.
“Noi non cerchiamo la vittoria, ma ci rialziamo sempre”.
Non so se Riuscirò, so che non smetterò di provare. Grazie a te.